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Storia
dal 1976 ad oggi
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Ma vedé quanta zente da ogni banda e Dea... ce ben ch'el  fesc sonà ra Banda

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L
e parole di questa rima scritta in occasione dell'entrata in Ampezzo del nuovo Parroco Don Agostino Constantini, ci riportano nel lontano 1861 quando una trentina di appassionati guidati da Andrea Constantini, meglio conosciuto come "Dea Zima", forti delle precedenti esperienze di suonatori di fanfara, fondano il Corpo Musicale di Cortina. In quello stesso anno "Dea Zima", maestro elementare ed organista organizza anche una scuola di musica e compila un regolamento disciplinare per questo nuovo Corpo Musicale.

Da quel 1861, molti sono gli avvenimenti.

Nel 1896 il comune comincia a corrispondere alla Banda una piccola sovvenzione, riconoscendo il sacrificio e l'abnegazione dei musicanti, e allo stesso tempo intuendo l'importante funzione, nel tessuto sociale, di tale sodalizio.

 

Il diretto successore di "Dea Zima" é un impiegato statale, un certo Hermann che guida la Banda dal 1880 al 1892. Sotto la guida di Hermann si ricorda la trasferta del 1883 a Vienna per un importante raduno folcloristico. L'anno 1892 vide l'inizio di un periodo di crisi, fino a che nel 1895, il maestro della Scuola Industriale d'Arte, Arcangelo Dandrea "Podar" già presidente della Banda, sollecitato dall'amministrazione comunale, richiama i vecchi componenti e rimette in forza il Corpo Musicale già ridotto a piccola fanfara.

 

E' nel 1900 che per volere dello stesso Arcangelo "Podar" entra in gioco un personaggio chiave per il futuro del sodalizio: Giovanni Ghedina "Crepo". Già da tempo componente attivo, "Zane Crepo" come viene amichevolmente chiamato, prende la bacchetta e guida la banda fino al 1910. Il 1909 e l'anno di un'importante riconoscimento, l'invito a tutte le bande del Tirolo per i festeggiamenti di Andreas Hofer a Innsbruck, dove il Corpo Musicale viene premiato come miglior gruppo a pari merito con una Banda Altoatesina di 167 formazioni presenti al raduno.

trasferta_innsbruck_1909_350x233Nel 1910 il comune riconoscendo l'importanza di possedere un buon complesso musicale bandisce un regolare concorso per un nuovo maestro. Il vincitore é un toscano, il M°Azeglio Rinaldi che tiene la direzione fino allo scoppio della prima guerra mondiale, quando il complesso si scioglie e tutto va perduto, cosicché nel 1919, finita la Guerra, si ricomincia da capo. Tocca nuovamente al buon "Zane Crepo", l'incombenza della ricostituzione del Complesso, e la sua direzione dura fino al 1924 quando venne ingaggiato il M°Cornacchia Angelo, che é anche insegnante di violino e pianoforte. Sotto la sua guida si costituisce un'orchestrina che allieta la popolazione con l'esecuzione di concerti e persino operette. Quando nel 1931 il M°Cornacchia lascia l'incarico, torna in campo "Zane Crepo" ad operare per mantenere quel livello di coesione e affiatamento raggiunto.

 

Gli anni passano e nel 1946 "Zane Crepo", per l'età ormai avanzata rassegna definitivamente la dimissioni. A tamponare la situazione é un'altro ampezzano: Tiziano Colle "Moro". Autodidatta ma dotato ed appassionato guida felicemente per sei anni il Corpo Musicale, provvedendo all'istruzione di nuovi allievi, fino a che dopo un periodo di transizione con il prof. Dal Pont Bruno seguito dal M°Franco Lizzio nel 1955 viene incaricato della direzione il M°Vero Soncini, il quale, ottimo conoscitore di musica lirica e sinfonica é molto importante per l'opera di rinnovamento del repertorio e la formazione di nuove leve.

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Il vero radicale rinnovamento inizia però quando nel 1976, per problemi di salute il M°Soncini lascia la direzione, e prende il posto un giovane clarinettista pieno di iniziative: il M°Renato Sartor. Questo cambio della guardia crea inizialmente non pochi contrasti all'interno del Sodalizio, ma l'entusiasmo e la determinazione del nuovo Maestro appoggiato dal neo-presidente Osvaldo Majoni, danno in pochi anni una svolta decisiva al futuro del Complesso. Già l'anno seguente le prime grosse novità: con lo stupore della popolazione viene adottato come nuova divisa l'abito tradizionale ampezzano copiato da modelli della metà del '700. E' una festa di colori e tutti ne rimangono ammaliati. Ma la vera festa, "Ra Fèŝta de ra Bàndes" (festa delle bande), nata un po' in sordina e con gran sacrificio di tutti i musicanti e ora considerata la più grande festa del paese, conferma le capacità innovative di questa rinnovata squadra.

sfilata_davanti_cope_375x326Intanto, sotto la guida del M°Sartor il livello cresce, si intensificano i servizi e le prove, viene abolita la pausa dei mesi invernali (quando in ottobre si attaccava lo strumento al chiodo per riprenderlo in marzo), e nuove famiglie di strumenti entrano a completare l'organico. Per la migliore crescita degli allievi la Scuola di Musica si avvale della collaborazione di insegnanti esterni, mentre alcune giovani leve indirizzate da Sartor scelgono di frequentare con non poco sacrificio insegnanti privati o conservatori nelle regioni circostanti. Questi giovani, ora diplomati, sono con la loro esperienza, insegnanti (collaboratori della scuola di musica) a servizio della comunità.

 

Il 1984 é l'anno del ritorno nella capitale del Tirolo: Innsbruck. Un grande Giubileo in onore di Andreas Hofer, con oltre 300 formazioni che sfilano di fronte ad una tribuna d'onore, formata da personaggi del mondo politico austriaco, tutti in piedi al suono della marcia di Radetzky intonata dal Corpo Musicale. Ma il 1984 é specialmente l'anno della "Conchiglia", proposta dalla presidenza del Corpo Musicale per risolvere l'annoso problema dei concerti all'aperto. E come fare a deporre un padiglione in pieno centro Ampezzano? Il presidente Majoni incarica l'architetto pusterese Bernhard Lösch di progettare qualcosa di speciale. L'amministrazione comunale, il Sindaco Tellarini in testa accettano, e non curanti delle critiche di molti, credono nella necessita di riconoscere alla Banda un luogo decoroso per le sue esibizioni, e allo stesso tempo credono nella polifunzionalità (a distanza di quasi trent'anni più che mai confermata) di tale struttura, i classici due piccioni con una fava. La ditta Buchacher di Hermagor in Carinzia, preparerà con una tecnica molto simile a quella per la costruzione delle barche i famosi tre spicchi della "conchiglia".

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L'ombra degli iniziali contrasti, evasi nella defezione di molti componenti prevalentemente anziani, viene accettata come si accetta un male minore se serve per curarne uno peggiore; ma quando comincia a dilagare e con il passere degli anni il ricambio dei componenti prende piede anche tra i giovani si rende necessario un nuovo avvicendamento.

 

Nel 1993, dopo un'attenta ricerca tenendo conto delle esigenze del Sodalizio, si affida la direzione ad un giovane maestro della Val Badia: Filippo Palumbo. Egli accetta di buon grado l'incarico, avendo già avuto in passato il modo di conoscere ed apprezzare il Corpo Musicale. La direzione del M°Palumbo dura due anni, periodo in cui egli si fa apprezzare per la serietà e professionalità con cui affronta l'incarico, non deludendo le aspettative dei musicanti, in particolar modo quelle dei vecchi "giovani" componenti, che riprendono il servizio. Il lavoro del Corpo Musicale guidato dal M°Palumbo si riversa nella registrazione del primo CD dedicato interamente alle marce, dal titolo (per altro non nuovo) "L'anima di un paese in festa".

 

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Nel 1995, per motivi di distanze, il M°Palumbo lascia a malincuore l'incarico, e il nuovo direttore (come ai vecchi tempi) uscirà proprio dalle file del Corpo Musicale. Questa volta però non è un autodidatta, bensì una di quelle giovani leve che, incoraggiate dal M°Sartor, con impegno hanno conseguito il diploma di Conservatorio.

Il M°Antonio Rossi dirige felicemente il Corpo Musicale dal 1995 per ben 19 anni proseguendo con passione il cammino dei suoi predecessori e cercando naturalmente di dare al Complesso la sua impronta, nel rispetto della tradizione e delle esigenze della comunità. L'incisione di altri tre CD, nel 2001 2006 e 2011 è la prova dell'impegno profuso e della volontà di onorare il 140° 145° e 150° anniversario della fondazione. Nel 2009 Osvaldo Majoni, dopo ben 32 anni di presidenza, lascia l'incarico. Il nuovo Presidente del sodalizio diventa Matteo Colli, già componente e vicepresidente del Corpo Musicale da parecchi anni. L'estate 2011 da il via ai festeggiamenti per il 150° anniversario del Corpo Musicale. Per celebrare l'evento Jacob De Haan, compositore di musica per banda di fama internazionale, scrive il brano "Queen of the Dolomites" che viene presentato nei concerti estivi di quell'anno e inciso nell'ultimo CD intitolato "150 anni suonati".

Nella primavera del 2015, la direzione artistica del gruppo è affidata ad un nuovo maestro per ravvivare lo spirito del sodalizio e consentire quel normale ricambio fisiologico necessario dopo ben 19 anni sotto la stessa guida. Il nuovo mestro è ancora una volta un componente del corpo musicale appena laureatosi in direzione di coro e composizione corale: Simone Nuciotti.

Il Corpo Musicale, rappresenta costantemente con i suoi 52 elementi, un'eccellente biglietto da visita in Italia e all'estero, dove spesso viene invitato a rappresentare l'immagine di Cortina e del Veneto. Non dimentichiamo gli innumerevoli impegni, che ammontano a 150 servizi tra prove, servizi sportivi, civili e religiosi, sfilate e concerti. Ma nonostante un "carnet" già estremamente denso, esso trova spazio anche per confrontare il proprio livello musicale con quello di altri complessi partecipando al concorso internazionale per bande "Flicorno d'oro" (Riva del Garda) in prima categoria nel 1997 e 1999. Per finire, il vanto di aver saputo organizzare per oltre 35 anni con un continuo crescendo, il momento più sublime dell'estate Ampezzana, un magico connubio tra musica e cultura popolare: la "Fèŝta de ra Bàndes".

E se durante una passeggiata pomeridiana lungo Corso Italia, sentirete in lontananza intonare un'allegra marcetta...

fate largo, arriva la Banda!

Ultimo aggiornamento (Giovedì 24 Marzo 2016 22:44)

 

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